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FAQS

L'investigatore
L'investigatore (in lingua inglese detective, dal verbo detect: "trovare", "scoprire") è una persona che svolge indagini finalizzate all'accertamento o all'esclusione di determinati fatti che si sospettano avvenuti e dei quali gli si richiede una prova valida, anche a tutela di un diritto in sede giudiziale.

Qualora l'attività venga svolta da privati cittadini, si parla comunemente di investigatore privato.
L'investigatore può essere privato, ovverosia quando il ruolo è svolto da un privato cittadino che, in virtù delle autorizzazioni e nel rispetto previsti dalla legge, può essere autorizzato ad esercitare indagini per conto di altri soggetti privati, o anche pubblici (ove previsto), in contrapposizione all'investigatore pubblico che indica che la funzione è svolta dalle autorità statali competenti in materia (ad es. le forze di polizia dei vari Stati).

Nel caso si tratti di privati essi, per poter esercitare tali attività, hanno bisogno di permessi e/o autorizzazioni, previsti e rilasciati dalla legge del proprio Stato di appartenenza, valevoli solo per il territorio statale.
L'investigatore privato per poter esercitare deve ottenere una specifica autorizzazione rilasciata dal prefetto (licenza prefettizia). Egli può svolgere indagini su incarico di privati, aziende, enti pubblici, nonché di avvocati al fine della ricerca di elementi di prova da utilizzare nel contesto del processo penale.

L'investigatore pubblico invece è un ruolo svolto dalla polizia italiana (in senso generale) e in particolare la funzione è svolta dalla polizia giudiziaria italiana, che risponde solitamente al pubblico ministero.

Cos'è l'affidamento e l'integrità morale?

L'investigatore privato, nell'esercizio dell'attività professionale, deve osservare scrupolosamente le normali regole di correttezza, dignità, sensibilità ed alta professionalità; anche al di fuori dall'ambito lavorativo deve mantenere irreprensibile condotta, posto che nell'esplicare il delicato compito affidatogli dal cliente, l'investigatore non compie solo atti di interesse privato, ma anche una precipua funzione sociale di pubblica utilità, affiancandosi, nei casi previsti dalla legge, alle Forze dell'Ordine.
Assume particolare rilievo il comportamento che l'investigatore deve tenere nei confronti del Cliente: costituisce suo primo dovere quello di informare quest'ultimo su tutte le norme che regolano l'attività investigativa e sulle conseguenze giuridiche derivanti dall'azione svolta dall'operatore, con particolare riferimento alle disposizioni stabilite dalla legge n. 675/1996.
Il titolare della licenza, nonchè i suoi collaboratori, preventivamente segnalati alla Prefettura di competenza, devono sempre assolvere i propri doveri professionali con il massimo scrupolo ed impegno evitando sempre ed in ogni caso di commettere atti limitativi della libertà individuale. In particolare, gli stessi, nell'essere tenuti alla massima riservatezza sulle informazioni acquisite nell'esercizio dell'attività investigativa, devono provvedere all'osservanza scrupolosa delle disposizioni previste dalla L. 675/1996 concernente la tutela della privacy.

Cos'è il segreto professionale?

Dovere fondamentale dell'investigatore, soprattutto in riferimento al rispetto della normativa sulla privacy richiamata all'art. 4, è quello di informare il Cliente sulla segretezza delle informazioni acquisite nei confronti del destinatario dell'investigazione, nei casi in cui è esentato dall'informare quest'ultimo di essere in possesso dei suoi dati personali; nonchè di rendere edotto il committente quando lo stesso è esonerato dal richiedere il consenso dell'interessato per il trattamento dei dati acquisiti.

Conferimento ed estinzione del mandato

L'investigatore privato può usufruire dell'operato di un collega per lo svolgimento di incarichi particolarmente complessi e previa comunicazione al Committente che deve esprimere il proprio consenso, anche in ordine al compenso per la prestazione effettuata dal collega collaboratore. L'investigatore privato, che è tenuto ad ottenere un esplicito mandato dal Committente che tenga soprattutto conto delle disposizioni previste dalla Legge n. 675/1996, deve rinunciare all'incarico quando lo stesso risulta contrario a leggi o regolamenti ovvero comporti l'espletamento di servizi espressamente vietati dalle leggi vigenti ovvero ancora possa ostacolare il normale svolgimento di indagini di polizia giudiziaria. L'investigatore privato non può accettare l'incarico di un nuovo Cliente se la riservatezza sulle informazioni fornite da un vecchio Cliente rischia di essere violata o quando la conoscenza da parte dell'investigatore degli affari del vecchio Cliente avvantaggerebbe il nuovo. L'investigatore privato non può utilizzare, per nessun motivo, le notizie acquisite per il tramite del proprio ufficio, meno che mai al fine di trarre per sè o per altri un beneficio diretto od indiretto; la sua posizione deve essere sempre improntata alla massima correttezza e serietà professionale, soprattutto quando la natura delle informazioni in suo possesso è particolarmente delicata.

Come si determina il compenso?

L'investigatore privato è tenuto a rispettare, nello stipulare i contratti di prestazione professionale, i limiti tariffari previsti dalle tabelle, debitamente affisse in visione del pubblico nella sede dell'istituto, approvate dalla Prefettura di competenza, al fine di evitare forme di concorrenza sleale.